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venerdì 30 luglio 2010

Depuratore di Manciano, pronto un investimento di 800 mila euro

Acquedotto del Fiora attende che il Giudice formuli le motivazioni al fine di appellare la sentenza pronunciata dal Giudice di Pace Adriano Simonetti sul caso della depurazione del comune di Manciano, sollevata da una cittadina di Manciano. Il testo è stato depositato lo scorso 16 giugno 2010.

In particolare la cittadina ha certificato che la persona che ha fatto ricorso in data 22 gennaio 2010, ha chiesto l’esenzione dal pagamento della tariffa perché esente, in quanto provvista di fossa Imoff (quindi provvista di impianto di smaltimento proprio). Motivo per cui, secondo Acquedotto del Fiora Spa la causa non aveva ragion d’essere e conseguentemente non corrisponde affatto a quanto sostiene la Lega Nord sulla stampa.

L’Azienda precisa infatti che la materia del contendere era cessata ancor prima che fosse enunciata la sentenza, considerato che è intervenuta la Legge n. 13 del 2009, secondo la quale, dal 28 febbraio 2009, la quota di depurazione può essere chiesta dal Gestore agli utenti anche nei casi in cui manchi l’impianto o questo risulti temporaneamente inattivo. La stessa Legge dispone le modalità e i casi in cui deve essere restituita la tariffa in questione.

Per quanto riguarda l’attività di depurazione nel Comune di Manciano, Acquedotto del Fiora sta procedendo ad espletare le pratiche necessarie per la realizzazione dell’opera. Lo scorso mese di febbraio si è tenuta la conferenza dei servizi e sono in fase di redazione gli elaborati necessari nonché gli studi di approfondimento sulla vulnerabilità di falda dell'area interessata dall'intervento per rispondere alle osservazioni presentate. L’intervento era stato programmato per il 2010, come previsto dal Piano delle Opere Triennali per un importo totale di 800 mila euro, ma vista la situazione geomorfologica dell’area sono necessari degli approfondimenti di tipo tecnico-amministrativo tali da prevedere la realizzazione dell’opera nel corso del 2011.

L’Azienda sottolinea l’impegno costante anche nell’attività di depurazione, svolta per circa l’80% su tutto il vasto territorio gestito dove sarebbero richiesti altri interventi per risolvere tali criticità che, pur consapevole dell’importanza della tutela ambientale, saranno portati avanti compatibilmente con le risorse economiche a disposizione.

“Esistono centinaia di scarichi non depurati – osserva il Presidente di Acquedotto del Fiora, Claudio Ceroni - i cui costi di realizzazione sono previsti in 148 milioni di euro a fronte di una disponibilità del Piano d’Ambito di 86 milioni. Si tratta di una situazione divenuta oramai insostenibile in quanto costringe tutte le Aziende a gestire reti ed impianti fuori norma e scarichi non depurati. E’ sicuramente bello dire che bisogna tutelare la risorsa idrica, tutelare i consumatori, salvaguardare l’ambiente, però se vogliamo che i servizi diventino efficienti e raggiungano i risultati che ci proponiamo occorre lavorare per obiettivi comuni ed in sintonia tra tutti i soggetti. La Lega Nord, in particolare, dovrebbe sollecitare i propri Parlamentari a lavorare per il varo di una legislazione sicuramente più equa di quanto fatto finora, visto che l’attuale dispositivo normativo prevede contenuti oggettivamente iniqui in quanto la realizzazione dei depuratori mancanti viene fatta pagare ai cittadini residenti nei comuni con impianti di depurazione già realizzati”.

 

 

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