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mercoledì 04 agosto 2010
Gavoranno, la rete fognaria nella zona “Le Case” potrebbe essere di proprietà privata
Lo scarico fognario presente della zona “Le Case” a Giuncarico, nel Comune di Gavorrano, non è certo che sia di proprietà pubblica, ma sarebbe stato realizzato da proprietari privati ai quali spetta dunque il dovere di provvedere alla regolarizzazione degli scarichi fognari.
Per questo motivo Acquedotto del Fiora sta valutando la possibilità di ricorrere anche dinanzi al Consiglio di Stato nel caso in cui il Tar della Toscana emetta una sentenza a favore del Comune di Gavoranno. La sentenza, infatti, decreterebbe un'evidente iniquità oltre che la paralisi del servizio idrico nelle provincie di Grosseto e di Siena.
Esistono opere pubbliche ed opere private ed a parere dell’Azienda non è infatti corretto che la collettività, con le risorse pubbliche della tariffa del servizio idrico integrato, si faccia carico di eseguire attività e lavori che hanno uno squisito interesse privato.
Ad accertare questo importante aspetto mira l’approfondimento eseguito e richiesto da Acquedotto del Fiora sulla vicenda in oggetto in quanto per la società è prioritario il corretto impiego di risorse pubbliche ovvero, in questo caso, la certezza che si intervenga su reti fognarie pubbliche.
Questa incertezza non è stata infatti risolta neanche dagli uffici del Comune di Gavorrano, come testimonia l’assenza di risposta da parte dello stesso Comune alla nota inviata da Acquedotto del Fiora in data 27 maggio 2010 (prot. n. 16555, ndr) con la quale venivano “richieste informazioni circa la natura (pubblica o privata) della predetta rete fognaria nonché l’avvenuta costituzione di servitù fognaria e/o sulla presenza di provvedimenti espropriativi relativi ai terreni interessati”.
Anche nell’ipotesi di opera pubblica, il Gestore non condivide comunque le modalità con le quali è stata gestita questa delicata materia.
La perplessità nasce dalla considerazione che un attento esponente della pubblica amministrazione, membro dell’autorità di vigilanza e controllo (AATO 6 Ombrone) e socio di Acquedotto del Fiora , non può non aver ancora chiaro quanto noto a livello nazionale ed oggetto di numerose iniziative da parte dell' Autorità di Ambito, della stessa società di cui é comproprietario, nonché delle numerose pubbliche riflessioni e informazioni fornite in occasione delle Assemblee dei Soci.
Agire secondo quanto indicato dall’ordinanza porterebbe, per estensione sull’intero territorio dell’ATO 6 Ombrone, a destinare le già limitate risorse da tariffa esclusivamente all’eliminazione delle centinaia di scarichi non depurati esistenti, tralasciando i fondamentali interventi di manutenzione sulle reti e gli impianti per acqua potabile, nonché quelli di ricerca di nuove e migliori fonti di approvvigionamento.
E’ opportuno ricordare che proprio in virtù della piena consapevolezza della insufficienza delle risorse economiche provenienti dalla tariffa, la Regione Toscana ha recentemente approvato la legge regionale n. 28 del 3 marzo 2010 prevedendo che gli interventi per gli scarichi di potenzialità inferiore ai 2 mila abitanti equivalenti non sono necessariamente da realizzarsi tutti entro il 2015.
Infine, nonostante quanto emerso sulla stampa locale, è giusto rimarcare che ad oggi non è stata ancora emessa alcuna sentenza da parte del competente Tar della Toscana. Infatti, in data 28 luglio 2010 la Camera di Consiglio della sezione 3 non ha accolto l’istanza cautelare richiesta da Acquedotto del Fiora Spa ma il ricorso presentato dall’azienda resta pendente nel merito in attesa che il Tar della Toscana si esprima definitivamente sulla vicenda.
In ogni caso è evidente che per dare seguito a quanto previsto nell’ordinanza, il progetto prima ed i lavori dopo, potranno essere realizzati solo quando il Comune di Gavorrano avrà individuato l’area disponibile per la realizzazione dell’impianto di depurazione.
















