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mercoledì 18 agosto 2010
Fiora, impegno costante per la tutela dell’ambiente e del territorio
E’ costante l’impegno dell’Acquedotto del Fiora nell’attività di depurazione delle acque reflue in tutto il vasto territorio dell’ATO 6 Ombrone sempre in una ottica di tutela dell’ambiente circostante ed a beneficio degli stessi cittadini.
Con riferimento a quanto comparso nei giorni scorsi sulla rassegna stampa locale in merito agli scarichi fognari nel Comune di Follonica, l’Azienda precisa che l’impianto di depurazione di Campo Cangino non scarica nel torrente Puntone di Scarlino, bensì nel canale di ritorno a mare in concessione alla Soc. Nuova Solmine.
L’acqua in uscita dal depuratore è inoltre sottoposta a frequenti controlli sia da parte dell’Azienda (1 campione ogni 15 gg) che dagli enti competenti; si evidenzia che le ultime analisi eseguite dal Gestore hanno mostrato il rispetto della normativa vigente (i valori sono al di sotto dei limiti di legge), confermato anche dalla relazione dell’ARPAT di Grosseto pervenuta proprio nei giorni scorsi (16 agosto 2010).
Da sottolineare che Acquedotto del Fiora non persegue la politica dei piccoli impianti; presso il depuratore di Follonica infatti è stato effettuato un intervento che ha comportato la dismissione di tre piccoli impianti di depurazione: Scarlino Scalo, Puntone e La Botte e il recapito dei relativi reflui all’impianto di depurazione di Follonica. Si tratta dell’unico impianto di depurazione presente nella zona.
Inoltre il depuratore di Follonica rappresenta il primo impianto presso il quale Acquedotto del Fiora ha realizzato una sezione di trattamento terziario del refluo al fine del suo riutilizzo a scopi irrigui o industriali e che garantirà un ulteriore miglioramento della qualità del refluo in uscita dall’impianto.
La situazione relativa alla depurazione nell’ATO 6 Ombrone appare ancora oggi difficoltosa in quanto esistono centinaia di scarichi non depurati, i cui costi di realizzazione sono stati previsti per 148 milioni di Euro a fronte di una disponibilità del Piano d’ Ambito di 86 milioni e con una tempistica prevista dalla legge che vede l’Azienda in ritardo; infatti, anche nell’ipotesi di disponibilità finanziarie immediate, i tempi di realizzazione non sarebbero comunque compatibili con i termini previsti dalla legge.
“l’Acquedotto del Fiora si trova in una situazione d’empasse nella quale è tenuto a gestire reti ed impianti fuori norma e scarichi non depurati e non è possibile interrompere il servizio in quanto ciò rappresenterebbe l’interruzione di un “pubblico servizio” – afferma il Presidente Claudio Ceroni - Vorrei evidenziare che sono in fase di realizzazione alcuni importanti interventi di adeguamento di impianti di depurazione come quelli di Ponte a Tressa (Si), dei tre impianti di Cinigiano (Gr) e sono stati ultimati quelli per il depuratore di Campo Cangino a Follonica. E’ stato realizzato il nuovo impianto a Casole d’Elsa (Si) e sono in via di ultimazione i lavori per la realizzazione del nuovo depuratore di Baccinello a Scansano (Gr). Sono invece in corso le procedure per l’intervento programmato ad Abbadia S. Salvatore (Si) ed a Colle Val d’Elsa (Si).”
Impianto di trattamento terziario delle acque reflue nel Comune di Follonica.
Si tratta di un impianto di riutilizzo delle acque reflue, ai sensi del Decreto Ministeriale 185 del 12 giugno 2003, finalizzato a regolamentare le norme per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione del Decreto Legislativo 152/2006 che colloca il progetto in un’ottica di tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche, consentendo di ridurre l’impatto degli scarichi e favorire il risparmio idrico mediante l’utilizzo multiplo delle acque reflue.
E’ previsto infatti un trattamento in grado di rendere le acque adatte ad un uso civile, irriguo e industriale.
L’importo complessivo dei lavori ammonta ad oltre 9 milioni di euro, dei quali oltre 7 coperti da finanziamenti extra-tariffa, in parte garantiti tramite finanziamenti comunitari erogati attraverso il DOCUP, Documento Unico di Programmazione 2000-2006 (per un totale di 4,6 milioni di euro) dalla Regione Toscana, ed in parte attraverso altre forme di contributo statali e comunali. La realizzazione del progetto è stata infatti possibile grazie alle sinergie con la Regione Toscana e le Amministrazioni Comunali di Scarlino e Follonica.
Adducendo un maggiore quantitativo di acque reflue all’impianto di Follonica ed incrementando la disponibilità di risorsa idrica depurata in uscita dall’impianto terziario, quantificata in una produzione nel periodo estivo di 100-120 l/s ed in quello invernale di 40-50 l/s e pertanto mediamente valutata in 6.300 mc/g per un quantitativo annuo di 2.300.000 mc, si prevede un minore emungimento di risorsa dai pozzi destinati ad uso irriguo ed industriale, favorendo da un lato una maggiore disponibilità di risorsa ad uso potabile e, dall’altro, un maggior contenimento dell’intrusione del cuneo salino.
















