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sabato 11 settembre 2010

“Sbagliato coinvolgere il Fiora in esternazioni di carattere politico”

 

“Duole purtroppo osservare che la cronaca quotidiana è spesso costellata da esternazioni di tipo politico dove vengono coinvolte le Aziende pubbliche cercando di attribuirgli azioni, connotazioni o appartenenze, dimenticando invece il loro ruolo di concessionari di pubblici servizi e che gli amministratori chiamati a governarle orientano la loro azione unicamente nell’interesse della società e dei cittadini ai quali è destinato il loro quotidiano lavoro”.
“Mi riferisco in questo caso alla vicenda politico/amministrativa del Comune di Gavorrano e alle affermazioni riportate sulla stampa e attribuite al Sindaco Massimo Borghi che, ricercando motivazioni a sostegno di una vicenda che lo riguarda personalmente, coinvolge anche Acquedotto del Fiora con il rischio di determinare un danno ad una collettività che va ben oltre i confini del Comune del quale è stato eletto Sindaco”.
“Ho per Massimo Borghi una sincera simpatia e condivido anche alcune sue idee, ma quando collega lo svolgersi delle sue vicende di pubblico amministratore ai rapporti con Acquedotto del Fiora commette un grave errore, anche perché sulla questione specifica c’è stato un confronto di posizioni tecnico/amministrative. E’ in questa ottica che deve essere visto l’approfondimento eseguito e richiesto da Acquedotto del Fiora sulla vicenda in oggetto mediante l’impugnativa dell’ordinanza sindacale, essendo la ricerca del pubblico interesse e l’impiego corretto delle risorse pubbliche una irrinunciabile linea guida dell’Azienda dalla quale non si può pretendere che il servizio venga svolto a prescindere dalle conseguenze sui bilanci aziendali, come succedeva nel passato”.
“Non corrisponde a verità neppure quando sostiene in ordine a decisioni di Organi Giurisdizionali e, senza entrare nel dettaglio tecnico-legale della vicenda, mi limito ad osservare che il TAR ha semplicemente non accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal Fiora, riservandosi comunque di decidere nel merito: non esiste dunque ad oggi alcun pronunciamento da parte del Tribunale in ordine a questa vicenda”.
“Purtroppo, nella sua ricerca di “percorsi brevi”, il Sindaco di Gavorrano ha voluto affidare al “giudice” quello che invece è un compito specifico del pubblico amministratore perché i percorsi di realizzazione delle opere vengono definiti nel contesto istituzionale dell’Assemblea dei Comuni dell’AATO e, di conseguenza, non possono essere risolti mediante ordinanza in quanto rappresenterebbero il superamento di un sistema organizzato, delineato dalla stessa Autorità”. 
“Mi ha stupito che un attento esponente di una pubblica amministrazione, socia dell’autorità di vigilanza e controllo (AATO 6 Ombrone) e socia di Acquedotto del Fiora, non può non avere ancora chiaro quanto noto a livello nazionale ed oggetto di numerose iniziative sia di AATO che di Acquedotto del Fiora, nonché oggetto delle numerose pubbliche riflessioni rese in occasione delle Assemblee dei Soci. E’ opportuno ricordare che nella piena consapevolezza della insufficienza delle risorse economiche provenienti dalla tariffa, la Regione Toscana ha recentemente approvato la legge regionale n. 28 del 3 marzo 2010, che contiene esplicitamente nelle premesse l’attestazione della indisponibilità delle risorse necessarie allo scopo, sancendo per questo che gli interventi per gli scarichi fognari di potenzialità inferiore ai 2 mila abitanti equivalenti hanno percorsi di realizzazione che tengono conto delle conseguenze che questi producano sull’ambiente”.
“L’insufficienza delle risorse disponibili per la soluzione dei numerosissimi problemi degli scarichi non a norma in particolar modo dei piccoli insediamenti, è stato oggetto di costante preoccupazione da parte del Fiora, ed è stato più volte portato all’attenzione degli organismi competenti ed anche – a più riprese – dell’Assemblea dei Soci”.
“Ritengo che il Sindaco di Gavorrano abbia commesso un errore ricercando una eventuale “emulazione” da parte degli altri 55 Comuni dell’ATO perché, se attuate, comporterebbero l’impossibilità di realizzare, per almeno i prossimi 5-6 anni, altri interventi se non quelli di sola eliminazione degli scarichi non depurati. Tutto ciò si tradurrebbe, per esempio, in un drastico peggioramento delle condizioni degli acquedotti e delle reti di distribuzione per la pratica impossibilità, per assenza di risorse economiche, di poter intervenire nella manutenzione straordinaria delle tubazioni e degli impianti impedendo per un periodo di tempo difficile da predire, qualsiasi sviluppo del territorio che necessitasse di disponibilità idrica, bloccando per un periodo di tempo impredicibile a priori la realizzazione di abitazioni civili, di insediamenti industriali, di insediamenti turistici, di impianti sportivi”.
“Questa mia precisazione vuole al tempo stesso essere un richiamo alla ragionevolezza ed alla necessità di rendere nobile in nostro servizio alla collettività perché le necessarie professionalità e competenze che devono distinguere il pubblico amministratore siano accompagnate anche da equilibrio, pacatezza e da capacità di dialogo”.
 
Claudio Ceroni
Presidente di Acquedotto del Fiora Spa
 
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