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Mag

2022
Industria Felix, prestigioso riconoscimento per AdF

Si è svolta nei giorni scorsi all’Università di Roma la 41esima edizione del Premio, con la presentazione dello studio sulle aziende dell’Italia centrale. Premiate alla Luiss 90 imprese: tra le 19 della Toscana anche AdF 

Prestigioso riconoscimento per AdF, insignita dell’alta onorificenza di bilancio insieme ad altre 90 imprese dell’Italia centrale (di cui 19 della Toscana) durante la 41esima edizione del Premio Industria Felix organizzato dall’omonimo magazine. AdF è stata riconosciuta “Migliore grande impresa per performance gestionale e affidabilità finanziaria Cerved con sede legale nella provincia di Grosseto”: le aziende sono state scelte da un qualificato Comitato Scientifico presieduto dal professor Cesare Pozzi, docente di Economia industriale della Luiss, rispetto a un incontrovertibile algoritmo di competitività relativo al conto economico, all’affidabilità finanziaria indicata dal Cerved Group Score Impact e da una media addetti non inferiore all’anno precedente.

“Un risultato che ci riempie di orgoglio e che premia il lavoro svolto negli ultimi tre anni dall’attuale consiglio di amministrazione – commenta il presidente Roberto Renai – questo ulteriore riconoscimento ricevuto ci sprona a fare sempre meglio, i nostri soci i cittadini devono sapere di avere al loro servizio un’azienda solida e dinamica pronta ad affrontare la ripresa post Covid con energia ed entusiasmo”.

“Questo premio annovera AdF tra le aziende dell’Italia centrale più affidabili e performanti a livello gestionale – aggiunge l’amministratore delegato Piero Ferrari – È un sigillo prestigioso sul bilancio di esercizio 2021 presentato pochi giorni fa e che racconta gli importanti investimenti, oltre 40 milioni di euro, fatti sul territorio, per rafforzare e incrementare il suo sviluppo e la sua crescita”.

In occasione della premiazione sono stati presentati i principali risultati di un’analisi di Cerved Marketing Intelligence, su un’ampia serie di indicatori relativi ad Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria e Toscana, dove operano circa 250mila società di capitale che danno lavoro a 2,4 milioni di addetti. Dall’anali emerge che le regioni dell’Italia Centrale tendono a rimanere piccole e l’impatto della lunga crisi e della pandemia le ha colpite di più rispetto al resto del Paese. Il conflitto russo-ucraino frena la ripresa, con il fatturato delle imprese del Lazio, Toscana e Marche che nel 2023 sarà ancora a livelli inferiori rispetto a quelli pre-Covid. Investire in digitalizzazione, ampliare la propria presenza all’estero e affrontare consapevolmente la sfida della transizione ambientale sono le condizioni per superare questa fase.