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Centenario del serbatoio di Vico Alto 1926-2026

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Progettato nel 1905 da Luciano Conti con il nome di “serbatoio di compensazione terminale”, il serbatoio di Vico Alto si inserisce nella complessa storia dell’acquedotto del Vivo d’Orcia, i cui lavori ebbero inizio nel 1908 per concludersi nel 1914. Diverse strutture del complesso, tuttavia, videro la fine del cantiere solo in un secondo momento.

L’adozione di un serbatoio di tipo terminale era già prevista nel progetto di massima per l’acquedotto del Vivo d’Orcia del 1895 e gli studi successivi confermarono la maggiore economicità di questa soluzione rispetto alle altre. La collina di Vico Alto fu ritenuta la località più adatta per la sua collocazione, mentre per determinarne la capacità e l’altitudine furono necessari minuziosi calcoli sui probabili consumi di acqua potabile e sulla loro variabilità mensile, giornaliera e oraria. Per il serbatoio venne prevista una capacità di 12mila metri cubi di acqua, in grado di compensare i consumi nei mesi in cui sono maggiori e permettere nei mesi di minor consumo il fermo dell’afflusso dall’adduttrice, così da poter effettuare manutenzioni o affrontare eventuali guasti.

Grazie alla struttura di Vico Alto, venne garantita una distribuzione uniforme dei carichi piezometrici nella rete idrica urbana di Siena e una loro minore oscillazione nel passaggio tra i maggiori e i minori consumi, aspetto fondamentale per la stabilità e la tenuta delle condotte.  Il serbatoio ideato da Conti fu al centro di varie problematiche progettuali ed economiche, che portarono a un suo ridimensionamento nel 1924 a opera dell’ingegner Mario Vanni.
Fino al 1926, l’acqua veniva infatti raccolta in un bacino di modeste dimensioni situato nei pressi della torre piezometrica: quest’ultima, eretta nel 1919 a Castelvecchio e alta oltre 30 metri, serviva a regolare la pressione dell’acqua nell’ultimo tratto di rete cittadina.

Centenario del serbatoio di Vico Alto 1926-2026

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L’inaugurazione ufficiale del serbatoio di Vico Alto avvenne infine nel 1926, assumendo la funzione chiave di raccogliere l’acqua in eccesso durante la notte per poi redistribuirla in città di giorno.Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, il 28 giugno 1944, l’impianto subì però un duro colpo: le truppe tedesche in ritirata minarono diversi apparati del serbatoio, danneggiando gravemente la struttura e l’acquedotto e rendendolo inservibile per diversi mesi. Fu grazie all’intervento rapido e urgente delle truppe alleate, utilizzando i fondi dei danni di guerra (1946-1947), che il serbatoio tornò dapprima a funzionare in maniera parziale, fino al 1948, anno in cui l’ingegner Andrea Mascagni ne curò il la ricostruzione definitiva e il collaudo, modificandone il disegno rispetto al progetto originale e il successivo il collaudo. Nel corso degli anni Sessanta l’edificio ha ricevuto ulteriori migliorie ed ingrandimenti fino allo smontaggio della torre piezometrica avvenuto nel 1981.

Oggi, una targa apposta sulla facciata del serbatoio celebra l’anno della sua costruzione.

Venerdì 25 settembre 2026 Comune di Siena e Acquedotto del Fiora hanno organizzato congiuntamente le celebrazioni per il centenario della costruzione del serbatoio.

In occasione della cerimonia per celebrare il centenario della costruzione del serbatoio è stata scoperta la targa commemorativa del centenario, realizzata congiuntamente da Comune di Siena e Acquedotto del Fiora.
La targa ricorda il periodo 1926-2026 e il valore dell’opera come luogo di storia e memoria, sottolineando il legame tra la disponibilità dell’acqua, la crescita della città e il lavoro dell’uomo in armonia con la natura. Il testo richiama inoltre l’impegno a salvaguardare questa eredità per il benessere della comunità e del territorio, guardando al futuro e alle nuove generazioni.

“In questo luogo ricco di storia e di memoria, custode della più preziosa tra le risorse naturali, fonte di vita e di prosperità, celebriamo i cento anni dalla sua costruzione frutto dell’ingegno e del lavoro dell’uomo in armonia con la natura.
Con l’arrivo dell’acqua da Vivo d’Orcia, qui raccolta e tutelata a servizio della città, Siena ha ricevuto in dono dalle sorgenti dell’Amiata linfa pura e durevole per il canto delle proprie fonti.
Oggi confermiamo il nostro massimo impegno a salvaguardia di quest’opera strategica, nel segno della tutela della risorsa idrica e della sostenibilità, per il benessere della comunità e del territorio guardando al futuro e alle nuove generazioni.”

Siena, 25 settembre 2026

Nell’ambito dell’intervento è stato inoltre rinnovato il pannello informativo dedicato a Luciano Conti. Il nuovo pannello ha mantenuto la stessa impostazione grafica e la presenza dei loghi istituzionali.